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Siepe Mista

E’ di solito una parte del giardino che viene poco notata. Gli si passa accanto distratti, proiettati verso il Giardino delle Sperimentazioni o dei Silos a seconda del verso di marcia sul percorso di visita. Ma la Grande Siepe che separa i Giardini dalla campagna coltivata ha in realtà un grade importanza nell’economia e nell’ identità del luogo. E’ stata prima di tutto il primo mattone dei nuovi Giardini di Porta di Ferro. Quando nel gennaio 2009, il terreno liberato dal vecchio e malato pescheto fu preparato per ospitare il nuovo progetto, era necessario definirne il confine. Così nasce la Grande Siepe Campestre. E non è una siepe qualunque. Nel sentire comune le siepi sono di solito realizzate con un unica specie vegetale e quasi sempre viene potata in una forma obbligata e geometrica. Assumendo la connotazione di una parete verde piuttosto che di un spazio vivo. E così l’ anima campestre che permea le scelte ed ispira le nostre soluzioni in giardino si è mostrata anche qui. Anzi direi soprattutto.  Sono state impiegate specie arbustive mediterranee combinate tra di loro seguendo un ordine apparentemente casuale per imprimere quell’ aspetto di natura spontanea che ben si lega al luogo. Un alternanza tra Laurus nobilis (Alloro), Phyllirea angustifolia (Fillirea), Arbutus unedo (Corbezzolo), Quercus ilex (Leccio), Nerium oleander (Oleandro). Lasciate crescere libere senza nessuna potatura e sfoltitura alla base queste piante si sono sviluppate con vigore trasformandosi in grandi masse verdi. La natura di alcune ha preso certamente il sopravvento, come nel caso dell’ Alloro (ci sono individui di 4-5 metri ) e soprattutto del  Leccio; qui cresciuto come un  grande cespuglio.

La grande siepe è splendidamente irregolare. I sempreverdi mediterranei sono interrotti occasionalmente dal Frassino meridionale (Fraxinus angustifolia). Un albero elegantissimo, un tempo dominante in tutta la Piana del Sele che meriterebbe ampia diffusione nei giardini  e nel verde urbano locale. Per la sua struttura regolare e soprattutto per il viraggio di colore del fogliame in autunno che dal verde chiaro passa al rosso fuoco. La variabilità di fogliame e dimensione ha fatto si che la siepe sia un luogo articolato perfetto rifugio per la fauna. E’ facile ora trovare merli, capinere, cinciallegre, lucertole, ricci e lepri ripararsi , nidificare o scavare tane. Numerosi sono anche gli insetti, dai Coleotteri ai Lepidotteri fino agli Insetti Pronubi importante supporto alle colture agrarie. Una siepe mista ha quindi un grande valore ecologico perché è uno strumento per favorire la crescita della biodiversità di un area.

Nel nostro piccolo abbiamo contribuito con questa fascia di siepe lunga 300 metri, diventata imponente nel giro di pochi anni grazie ad un terreno e ad un clima benevolo come testimonia la dimensione delle piante il giorno della loro messa a dimora. Ed in maniera non voluta si è creato uno scorcio e soprattutto una passeggiata piacevole lungo la siepe. Grazie alla rapida crescita della cortina di Eucalyptus impiantata a cinque metri di distanza (prossimamente parleremo dei nostri eucalipti!) dalla siepe mista. Sembra quasi un lungo tunnel, con le fronde degli eucalipti che a mò di gancio cadono sulla siepe. Qualche visitatore attento ci ha fatto notare la bellezza di questo nuovo scenario in giardino. Non mancherà allora di accompagnare gli ospiti più appassionati lungo questo nuovo percorso nato quasi da sè. A noi il compito di mostrare l’importanza delle siepe mista la sua forza ecologica e culturale. Augurando che ognuno ne possa realizzare una. Magari piantando anche qualche Frassino in più!

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